. . . . . . . . . . .Nasce il blog appositamente come informazione agli utenti,nello specifico aziende e o privati intenzionati ad installare impianti fotovoltaici,senza cadere nel "tranello" di alcune aziende che non usano il settore fotovotaico come scopo evolutivo dell'energia e lavoro ma di truffa. Qui ogni persona che è in qualche modo stata truffata nel fotovoltaico può scrivere liberamente la propria esperienza.
giovedì 26 aprile 2012
martedì 24 aprile 2012
Quinto Conto Energia: oggi la bozza dei decreti alle Regioni
Quinto cono energia e rinnovabili elettriche. Saranno presentati oggi alle Regioni gli schemi de decreti. E non si attendono molti pareri favorevoli. Da adesso anche le Regioni potranno presentare le loro modifiche sulla bozza.
E il prossimo step sarà la Conferenza Unificata prevista per il 10 maggio prossimo. Questa mattina intanto le associazioni riunite negli “Stati Generali delle rinnovabili e dell'efficienza energetica” hanno fornito alle Regioni e ai Ministeri competenti il documento dove vengono illustrati i punti critici dei due decreti.
Le associazioni, dopo la chiusura totale da parte del
governo ad eventuali modifiche che tenessero conto del loro punto di
vista, hanno pensato di rivolgersi ai rappresentanti delle Regioni a quali oggi i Ministeri presenteranno i testi dei decreti.
Le Regioni, dunque, potranno dire l'ultima parola sul Quinto conto energia, anche se non si prospetta di certo la pace sul tema. “Siamo state mere spettatrici. Abbiamo letto i decreti sulla stampa e sui siti internet, come tutti”, ha detto a Qualenergia Annarita Bramerini, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana. Anche l'assessore regionale alle Attività produttive dell'Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli,
c'è andato giù duro sottolineando il fatto che questi decreti, senza
ulteriori modifiche potrebbero avere ricadute negative sull’industria
locale: “Cercheremo di smontare i decreti per le parti che non vanno”, ha detto Muzzarelli, che ha puntato il dito contro il mancato rinnovo dei bonus per la sostituzione delle coperture in amianto.
Alessandro Cremonesi, Presidente del Comitato IFI,
qualche giorno fa aveva auspicato nuove modifiche al testo del decreto,
che potrebbe, a suo dire, ridurre i posti di lavoro connessi al
settore: "Ci auguriamo vivamente che dall'incontro di oggi il
Governo mostri apertura e disponibilità a rivedere alcune parti del
testo del decreto V Conto Energia elaborato; senza una profonda
riconsiderazione e ascolto delle posizioni delle associazioni di
settore, il Governo metterebbe una seria ipoteca sulla continuità
aziendale di decine di miglia di imprese".
Le modifiche, tutti le vogliono. Ma ci saranno davvero?
Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/green-economy/7482-quinto-conto-energia-regioni
domenica 22 aprile 2012
Chi boicotta le rinnovabili?
di Greenpeace –
Gli
incentivi alle energie pulite costano a una famiglia tipo circa 10
centesimi di euro al giorno e, di tutti i costi in bolletta, sono
l’unica spesa che garantisce sviluppo, occupazione e tutela
dell’ambiente. Il governo, però, ha deciso di tagliarli.
Le rinnovabili oggi costituiscono più dell’1% del Prodotto Interno Lordo nazionale e occupano circa 130 mila persone. Far fuori questo settore vorrebbe dire mettere un segno “meno” davanti ai numeri dell’andamento della nostra economia. Farebbe risalire i costi dell’elettricità nelle ore di picco diurno e aggraverebbe la dipendenza energetica del Paese dall’estero. Ma allora perché procedere in direzione sbagliata contro il benessere di tutti e la possibilità di ripresa del Paese?
Dietro questa strategia apparentemente insensata c’è lo scontro tra due scenari futuri possibili: uno fatto di energia pulita e sviluppo sostenibile; l’altro di fonti fossili, distruzione del clima e potere nelle mani di poche grandi multinazionali. Quest’ultimo scenario è il futuro secondo Enel. L’azienda, per il 30% dello Stato, che fa profitti commettendo reati contro ambiente e salute. E che scarica su noi tutti i costi delle sue scelte disastrose, prima fra tutte quella delle sue centrali a carbone.
Le energie pulite sono l’unico settore in Italia che ha resistito, in questi anni, alla crisi economica. Per questo Enel le teme ed è il primo “suggeritore” di questa manovra sbagliata. Per non far prevalere il profitto sporco del carbone dobbiamo fare luce su Enel.
Entra nella nostra squadra e continua a diffondere tutta la verità su Enel.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/boicotta-rinnovabili/205927/
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
Le rinnovabili oggi costituiscono più dell’1% del Prodotto Interno Lordo nazionale e occupano circa 130 mila persone. Far fuori questo settore vorrebbe dire mettere un segno “meno” davanti ai numeri dell’andamento della nostra economia. Farebbe risalire i costi dell’elettricità nelle ore di picco diurno e aggraverebbe la dipendenza energetica del Paese dall’estero. Ma allora perché procedere in direzione sbagliata contro il benessere di tutti e la possibilità di ripresa del Paese?
Dietro questa strategia apparentemente insensata c’è lo scontro tra due scenari futuri possibili: uno fatto di energia pulita e sviluppo sostenibile; l’altro di fonti fossili, distruzione del clima e potere nelle mani di poche grandi multinazionali. Quest’ultimo scenario è il futuro secondo Enel. L’azienda, per il 30% dello Stato, che fa profitti commettendo reati contro ambiente e salute. E che scarica su noi tutti i costi delle sue scelte disastrose, prima fra tutte quella delle sue centrali a carbone.
Le energie pulite sono l’unico settore in Italia che ha resistito, in questi anni, alla crisi economica. Per questo Enel le teme ed è il primo “suggeritore” di questa manovra sbagliata. Per non far prevalere il profitto sporco del carbone dobbiamo fare luce su Enel.
Entra nella nostra squadra e continua a diffondere tutta la verità su Enel.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/boicotta-rinnovabili/205927/
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
mercoledì 4 aprile 2012
Salviamo il futuro delle rinnovabili
Il 18 Aprile in piazza per le energie pulite
Ore 11:00
Piazza Montecitorio, Roma
Le fonti pulite stanno cambiando il sistema energetico italiano con vantaggi che diventano sempre più evidenti in termini di produzione (che ha raggiunto il 26,6% rispetto ai consumi elettrici), di riduzione delle spese legate al protocollo di Kyoto, di creazione di oltre 100mila nuovi posti di lavoro, ma anche economici complessivi per il Paese e oggi anche di riduzione del costo dell’elettricità nel mercato elettrico all’ora di picco grazie al solare.
Poiché però questa situazione sta mettendo in crisi i grandi gruppi energetici e gli impianti di produzione di energia elettrica da carbone, petrolio e gas si assiste ad una reazione rabbiosa di questi potentati dell’energia che hanno scatenato una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito.
Questo governo, evidentemente sensibile a queste lusinghe, ora parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con un, nuovo, quinto conto energia e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. Non accetteremo in silenzio che questo sopruso venga compiuto e chiediamo a tutti gli addetti, A TUTTI GLI ADDETTI, di venire a Roma il 18 Aprile a protestare contro questo abominio.
Scarica e leggi il comunicato
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